“Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del Mare: Genova”.

Con queste parole, il sommo poeta Francesco Petrarca celebra la città di Genova, un tempo gloriosa Repubblica marinara, nota anche come “La dominante dei mari”.

La storia del nome

I primi insediamenti di Genova risalgono al IV-V secolo a.C., in epoca pre-romana. Molti reperti archeologici, rinvenuti nei pressi di Piazza Brignole, riportano un nome di radice indoeuropea: “genu”. Questo termine ha un doppio significato: potrebbe riferirsi al “ginocchio”, richiamando l’incavo naturale del Porto Antico, oppure alla “bocca”, in riferimento agli antichi corsi d’acqua o alla conformazione dell’insediamento sul mare. Questi ritrovamenti supportano la teoria che Genova fosse originariamente una città pluviale, sviluppatasi lungo le rive del torrente Bisagno.

Le origini mitologiche

Genova fu fondata dalla popolazione dei Liguri, ma la mitologia attribuisce la sua creazione a Giano Bifronte, una delle divinità più importanti del politeismo romano. Giano, dio degli inizi, era rappresentato con due volti, poiché capace di guardare contemporaneamente al passato e al futuro. Secondo la tradizione romana, egli fu incaricato dagli dèi di insegnare agli uomini l’arte della navigazione, un collegamento significativo con Genova, tanto che la sua figura è rappresentata nello stemma del capoluogo ligure.

La Repubblica di Genova e il dominio sul mare

Genova è ricordata come una delle più grandi e influenti Repubbliche marinare. Già sotto il dominio romano, la città era un importante emporio marittimo. Nel Basso Medioevo, divenne una delle principali potenze del Mar Mediterraneo e del Mar Nero, mentre tra il XVI e il XVII secolo rappresentò uno dei più importanti poli finanziari d’Europa.

A Genova nacque la prima banca d’Italia, la Banca di San Giorgio, simbolo del suo potere economico e militare. Lo stemma della Repubblica recava la croce di San Giorgio, affiancata da due maestosi grifoni, incarnazione della forza indomabile della città. Il motto “Superiorem non recognoscens” sottolineava l’indipendenza assoluta della Repubblica, che non riconosceva alcuna autorità superiore.

Uno degli alleati più potenti di Genova fu la Spagna. Nel 1588, la Repubblica finanziò molte delle navi dell’Invincibile Armata, inviata contro l’Inghilterra. Tuttavia, la sconfitta spagnola portò a una crisi economica per Genova. Secondo alcune leggende, da quel momento i genovesi divennero più prudenti e parsimoniosi, dando origine al luogo comune che li descrive come “tirchi”.

L’emigrazione e il legame con il mondo

Nel XIX secolo, oltre 29 milioni di italiani, tra cui molti liguri, emigrarono in America in cerca di migliori condizioni di vita. Genova divenne il principale punto di partenza per questa grande migrazione, lasciando un’impronta significativa nella cultura di Buenos Aires, in particolare nel quartiere La Boca, che ricorda molto Boccadasse.

Una delle canzoni più emblematiche della cultura genovese è “Ma se ghe penso”, che narra la storia di un genovese emigrato in Argentina durante la Grande Depressione. Nonostante la fortuna trovata all’estero, la nostalgia per la sua terra natale lo consuma, rendendo impossibile il ritorno.

Genova, porto dell’emigrazione italiana per anni e custode del Museo dell’Emigrazione, dovrebbe essere una città aperta e accogliente. Tuttavia, oggi molte persone trattano con diffidenza coloro che cercano una vita migliore, dimenticando che un tempo i nostri avi erano nelle stesse condizioni.

Fortunatamente, esistono associazioni come Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione Auxilium e le reti di emigrati coordinate dal CeviLig, che offrono aiuto ai più bisognosi. Il Comune di Genova dovrebbe sostenere attivamente queste realtà, sia economicamente che dando loro maggiore visibilità.

Genova: una madre per tutti

Questa è Genova, una città segnata dalla storia, dai suoi personaggi e dall’importanza del mare. “Genova per me è come una madre”, diceva Fabrizio De André. Genova è la madre di tutti coloro che vi sono venuti, degli stranieri, dei commercianti, dei marinai e dei sognatori. Genova è la madre di chi è partito e di chi verrà.

di Elena Nesticò

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