Sono la Terra, la madre antica,
un cuore che pulsa ma che ora è stanca,
le mie valli un tempo verdi,
ora sono solo ricordi persi.
L’uomo, colui che mi calpesta con passi veloci
crede di dominarmi, ma non sa che mi ferisce
ogni albero che egli abbatte;
Ogni terreno che egli sporca;
e ogni volta che commette qualsiasi gesto pensando di non farmi nulla
Sono come pugni che mi arrivano dritti allo stomaco.
All’uomo rivolgo solo una semplice domanda…
Perché…?
Jacopo Lanciaprima, 5C






