La rivalità tra Serbia e Albania affonda le sue radici nelle guerre balcaniche del 1912, quando la Serbia conquistò il Kosovo e parte dell’Albania settentrionale. Tuttavia, l’Albania riuscì a resistere e dichiarò la propria indipendenza.

Nei decenni successivi, il Kosovo fu costretto a entrare a far parte della Jugoslavia (che comprendeva anche Bosnia, Croazia e Slovenia), soprattutto nel periodo tra le due guerre mondiali (1918-1941).

L’Albania inizialmente rimase estranea a questi eventi, ma subì importanti cambiamenti interni. Una delle fasi più tese si verificò nel 1928, quando il paese divenne una monarchia sotto re Zog, creando ulteriori attriti con la Jugoslavia. Tuttavia, il momento cruciale arrivò alla fine della Seconda Guerra Mondiale: nel 1944, dopo la liberazione della Jugoslavia da parte dei partigiani di Tito (leader comunista jugoslavo), l’Albania, guidata da Enver Hoxha (leader stalinista), si avvicinò troppo all’URSS, rompendo i rapporti con la Jugoslavia e isolandosi nel proprio regime.

Le tensioni tra i due paesi si riaccesero drammaticamente tra il 1998 e il 1999, quando la Serbia accusò l’Albania di sostenere l’UCK (Esercito di Liberazione del Kosovo). Di conseguenza, le forze serbe bombardarono alcune aree di confine albanesi, provocando scontri tra le autorità dei due paesi.

Anche dopo la fine della guerra, la rivalità non si placò e continuò a manifestarsi in diversi ambiti, incluso il calcio. Un episodio emblematico si verificò il 14 ottobre 2014, durante una partita di qualificazione a Euro 2016 tra Serbia e Albania. Durante il match, i tifosi serbi provocarono gli avversari bruciando la bandiera albanese. A rendere la situazione ancora più esplosiva fu l’apparizione di un drone che trasportava una bandiera raffigurante l’unione tra Albania e Kosovo (includendo anche parte del Montenegro). Il calciatore serbo Stefan Mitrović afferrò la bandiera, scatenando un violento scontro tra le tifoserie, che invasero il campo e costrinsero gli arbitri a sospendere definitivamente la partita.

Inizialmente, l’UEFA assegnò la vittoria a tavolino alla Serbia. Tuttavia, dopo un ricorso albanese e una revisione degli eventi, la decisione fu ribaltata e l’Albania ottenne la vittoria per 3-0.

Questo episodio dimostra come le tensioni tra Serbia e Albania non siano del tutto sopite. La Serbia continua a considerare il Kosovo parte del proprio territorio e, nonostante siano trascorsi più di vent’anni dalla guerra, la rivalità persiste. Tuttavia, fortunatamente, lo scontro si è spostato dal campo di battaglia a quello di gioco.

di Manuel Koni

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