L’aria sussurra tra le foglie spezzate
un tempo danzava, ora tace, affaticata
portava profumi di mari lontani,
Ora raccoglie cenere dalle nostre mani.

Era leggera, promessa d’eterno,
ora è un velo che brucia l’inverno
Il cielo si tinge di rosso e di fumo,
non è tramonto, è l’urlo di un fiume
che muore assetato, prosciugato dal sole
mentre noi corriamo, sordi al suo dolore

Ma l’aria ricorda, e spera pazienza,
che mani più sagge cambino il presente.
un respiro può essere inizio o la fine:
sta a noi scegliere come uscirne

Giada Rexhaj 3°C

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